

Negli ultimi anni, il dialogo tra saperi antichi e approcci corporei contemporanei ha messo in luce sorprendenti consonanze. In particolare, la visione ayurvedica del secondo chakra, Svādhiṣṭhāna, e l’approccio della Bioenergetica di Lowen convergono nel riconoscere il basso ventre e il bacino come luoghi centrali dell’esperienza emotiva, del piacere e della regolazione affettiva.
Entrambe le visioni riconoscono che il piacere non è un lusso, ma una funzione regolativa fondamentale. Quando l’energia del secondo chakra è equilibrata, la persona può sperimentare desiderio, intimità e creatività in modo continuo e non compulsivo. Quando è bloccata, il flusso si altera: l’acqua ristagna o si disperde, il corpo si contrae o si svuota.
Il secondo chakra, Svādhiṣṭhāna, è localizzato nella regione del basso ventre e del bacino ed è tradizionalmente associato al piacere, alla sessualità, al movimento emotivo e alla capacità di entrare in relazione. Il suo nome può essere tradotto come “dimora del sé”, indicando un livello dell’esperienza in cui l’identità non è ancora definita dal ruolo o dal controllo, ma si esprime attraverso sensazioni, desideri e bisogni primari.
Svādhiṣṭhāna rappresenta il passaggio dalla semplice sopravvivenza (primo chakra) alla vita sentita: qui l’energia non cerca solo stabilità, ma vuole muoversi, scorrere, entrare in contatto. È un centro profondamente legato all’acqua, alla ciclicità e alla capacità di adattamento.
Se i chakra descrivono il “perché” energetico-simbolico si sono creati per una cultura non scissa corpo / mente, allora la Bioenergetica mostra il “come” corporeo-emotivo ed è stata creata specificatamente per la cultura occidentale
Svādhiṣṭhāna si trova nella regione del basso ventre e del bacino. Il suo nome — “dimora del sé” — indica un livello dell’esperienza in cui l’identità non è ancora definita dal ruolo o dal controllo, ma si esprime attraverso sensazioni, desideri e bisogni primari. È il passaggio dalla semplice sopravvivenza alla vita sentita: qui l’energia non cerca solo stabilità, ma vuole muoversi, scorrere, entrare in contatto.
Il secondo chakra è associato all’elemento Āpas (acqua) e al concetto di rasa, inteso sia come primo tessuto corporeo (plasma) sia come “sapore” dell’esperienza. Rasa non è solo nutrimento fisico, ma emotivo e sensoriale: ciò che rende la vita gustabile.
Svādhiṣṭhāna governa la fluidità dei liquidi corporei, la funzione riproduttiva, la capacità di provare piacere senza colpa, la regolazione del desiderio. È fortemente influenzato da Kapha quando l’energia si blocca (attaccamento, dipendenza, inerzia emotiva) e da Vāta quando l’energia è instabile (discontinuità affettiva, ansia, difficoltà a sentire).
Corrisponde principalmente alla regione del basso addome e del bacino, aree fondamentali per il sentire emotivo e la sessualità primaria. L’energia dovrebbe muoversi in modo ondulatorio e spontaneo; quando ciò non avviene, il corpo perde la capacità di autoregolazione affettiva.
Lowen descrive come in molte persone l’addome inferiore appaia ipotonico, collassato, poco abitato. Il blocco in quest’area porta a fame emotiva cronica, difficoltà a tollerare la frustrazione, alternanza tra fusione e ritiro, sessualità disincarnata o idealizzata.
Le due prospettive convergono su un punto essenziale: il piacere non è un lusso, ma una funzione regolativa dell’organismo. Quando Svādhiṣṭhāna è funzionante, il piacere non è compulsivo, non è dissociato, non è colpevolizzato. È il segnale che l’energia sta fluendo.
L’Ayurveda aiuta a leggere la qualità del flusso (acqua stagnante, dispersa o nutritiva); la Bioenergetica rende visibile dove e come il flusso si interrompe nel corpo. Il lavoro su questo chakra non mira a “liberare emozioni” in modo catartico, ma a ripristinare la capacità di sentire in modo continuo, tollerando sia il piacere sia la mancanza senza collassare.
La struttura caratteriale collegata a Svādhiṣṭhāna è quella Orale. Temi centrali: bisogno di nutrimento affettivo, dipendenza, vuoto, oscillazione tra fusione e frustrazione. Il lavoro corporeo mira a legittimare il piacere come funzione vitale, non regressiva, e a sviluppare la capacità di ricevere senza collassare.
Il piacere può essere sicuro quando può essere sentito lentamente.
La registrazione sarà visibile su Google Drive – Durata 110 minuti – Contributo richiesto 15 €. Con questo contributo puoi rivederla tutte le volte che vuoi, per tutto il tempo che vuoi.
Per avere la registrazione di questa sessione, scegli qui sotto e completa l’acquisto. Dopo il pagamento ricevi il link per rivederla su Google Drive.
(è necessario un account Gmail o Google Mail per poter ricevere l’accesso ai video)
Hai dei dubbi o delle domande? Non esitare e contattaci compilando il modulo qui sotto:
Sessione precedente: Il 1° chakra: radicamento, sicurezza e diritto di esistere
Sessione successiva: Il 3° chakra: trasformazione, volontà e potere personale
Tutte le sessioni del ciclo: Analogie tra Chakra e Bioenergetica