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Terapista corporeo · Conduttore di gruppi di Pratica Bioenergetica · Insegnante di BioYoga · Membro del direttivo IPSO Milano

Sono nato in un contesto familiare attraversato dalla psicoanalisi e sono cresciuto, fin da molto giovane, dentro gruppi di psicoterapia. A quindici anni ho iniziato un percorso personale di analisi — prima junghiana, poi lacaniana — proseguito quasi senza interruzioni per quasi vent’anni. È da questa storia precoce e prolungata che viene la sensibilità con cui oggi ascolto un gruppo: la capacità di percepire gli stati affettivi del campo, le tensioni che attraversano lo spazio prima ancora delle parole.

Daniele Guainazzi by Luca Casonato - Pratica Bioenergetica

Per oltre un decennio ho lavorato nel campo della comunicazione, attività che in forma più mirata continuo ancora oggi come consulente per professionisti della relazione d’aiuto. A un certo punto, però, ho sentito che la sola parola — per quanto profonda — non bastava. Avevo bisogno di portare il corpo dentro al lavoro di trasformazione personale. È così che, attraverso l’Istituto di Psicologia Somatorelazionale (IPSO), ho incontrato la Bioenergetica di Wilhelm Reich e Alexander Lowen e l’approccio centrato sulla persona di Carl Rogers, completando il triennio di formazione e iniziando un percorso che dura, con immutata curiosità, da oltre quindici anni.

Oggi conduco gruppi e sessioni individuali a Milano e online. Sono membro del consiglio direttivo di IPSO, in continuità di formazione e ricerca con l’istituto in cui mi sono formato. Il mio lavoro si muove sulla traccia di Reich, Lowen e Luciano Marchino, ma si nutre anche delle neuroscienze contemporanee — la teoria polivagale di Stephen Porges, gli studi sul trauma di Bessel van der Kolk — e dello yoga, che pratico assiduamente dal 2009 e insegno dal 2018.

Da questa integrazione è nato il BioYoga, un metodo che ho sviluppato in questi anni: una pratica in cerchio (non frontale), con lavoro in coppia non acrobatico, attenzione all’anatomia, uso dell’espirazione sonora nelle posizioni faticose e una presenza costante della dimensione emotiva. Una differenza tecnica concreta rispetto allo yoga tradizionale: nel BioYoga il pavimento pelvico non si contrae — si lascia aprire, perché l’energia possa scorrere.

Lo stile della mia conduzione è non direttivo. Non prescrivo, non interpreto. Offro al massimo rimandi e suggestioni, fiducioso che ogni persona porti dentro di sé la propria direzione. L’accettazione incondizionata rogersiana — il non giudizio per nulla di ciò che è umano — è il fondamento dello spazio che cerco di creare, in gruppo come nell’individuale.
Dal 200​8 conduco gruppi di pratica bioenergetica, dal 2010 integro le teorie Bionergetiche nel mio lavoro da Personal Trainer e dal 2011 opero come Counselor somatorelazionale.

Il pubblico con cui lavoro è in larga parte già in un percorso di ricerca personale: persone in psicoterapia, in formazione come counselor o conduttori, attive nel coaching, nella comunicazione nonviolenta, nella meditazione. Persone curiose, che non cercano performance fisica ma un modo diverso di abitare il corpo — e attraverso il corpo, la propria vita.


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