Gruppo di Bioenergetica e Parola

Bioenergetica e Yoga per l'attore Sessioni di pratica Bioenergetica

Un incontro mensile in cui ci lasceremo andare i nostri blocchi per dare voce al corpo

Un sabato mattina al mese

L’uomo possiede una propria saggezza innata che lo porta, fin dalla nascita, a cambiare per adattarsi sempre di più all’ambiente in cui viviamo, a volte, a discapito del benessere. Ci abituiamo a vivere nella puzza senza sentirla, a stare nella scomodità senza percepirla, a limitarci senza sentire il bisogno di liberarci e sfruttando le enormi capacità adattive che della mente ci allontaniamo dal nostro sentire, abbassiamo le nostre energie, respiriamo meno e più superficialmente e il rischio è quello di non vivere profondamente la vita che potremmo.

Ricordiamoci che ci siamo sviluppati fin da piccoli nella libertà di movimento, di espressione e di pieno utilizzo delle nostre risorse, innate e acquisite. Un’istintualità che è la vera nostra parte saggia.

Ma le continue costrizioni, i fallimenti e le censure nell’espressione della vitalità, ci fanno allontanare dalla nostra natura.

Se desideriamo recuperare la nostra antica energia, quella di cui madre natura ci ha donato, serve un lavoro di pulizia per permettere che la nostra vitalità e la nostra saggezza corporea possano riemergere.

La pratica bioenergetica di gruppo, in cerchio è contenitore non giudicante che offre sostegno e sicurezza, un luogo in cui poter far riemergere la nostra espressività. Inoltre in quanto insieme di corpi diviene organismo di trasmissione dell’energia dal singolo al gruppo, conosciuto in scienza come fenomeno di risonanza quantistica.

Allo stesso modo una persona all’interno di un gruppo, aperto e disponibile, riesce a raggiungere livelli di esplorazione della propria esperienza somatica più profondi per effetto della risonanza con il gruppo che lavora con lei. È come se la persona sentisse risuonare dentro di sé delle note a cui prima era del tutto sorda. La circolazione dell’energia può diventare visibile grazie alle piccole vibrazioni muscolari che sorgono spontaneamente in seguito alla qualità dei movimenti suggeriti. Spesso durante la pratica capita, che la vibrazione di un componente influiscano ed accelerino l’insorgere delle vibrazioni negli altri componenti del gruppo, anche in rpincipainti ai loro primi incontri.

L’importanza del gruppo

Oggi viviamo in un’epoca caratterizzata da una crescente tendenza all’isolamento, definita da alcuni come il “tempo della separazione tra soggetti”. In questo contesto, i luoghi di ritrovo e aggregazione, stanno scomparendo. È quindi fondamentale riscoprire e valorizzare il grande significato dello stare insieme, l’importanza del gruppo.

Noi sappiamo quanto sia prezioso il gruppo, il condividere esperienze ed emozioni con gli altri, trasformandole in un patrimonio comune. La condivisione rappresenta una collaborazione verso un obiettivo comune, un confronto su temi rilevanti, un’esperienza che avvicina e arricchisce. I gruppi si formano e si evolvono continuamente; non è necessario che siano definiti dall’interno, spesso lo sono dall’esterno. Il gruppo genera qualcosa che va oltre la somma dei singoli individui, poiché la consapevolezza di ciò che siamo e del nostro valore è strettamente legata alla nostra appartenenza all’insieme, che a sua volta influenza le nostre vite personali.

Secondo alcuni studiosi, il gruppo può essere definito come “l’esperienza di un destino comune” (Lewin, 1948) o come un’entità che esiste quando due o più individui si riconoscono come membri e la sua esistenza è riconosciuta da almeno un’altra persona (Turner, 1982).

La condivisione può assumere diverse forme: partecipare insieme a un progetto, vivere una tensione comune, essere d’accordo o in disaccordo su determinati temi. È un’esperienza che crea legami e viene vissuta contemporaneamente da prospettive diverse, arricchendo il discernimento e la comunicazione emotiva. Inoltre, la condivisione implica l’utilizzo comune di risorse o spazi e si collega al processo di dividere e distribuire.

Persino a livello biologico, gli organi interni dividono e distribuiscono energia per alimentare le parti del corpo che ne hanno bisogno.

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Fin dagli albori della sua esistenza, l’essere umano ha vissuto in gruppo per soddisfare bisogni biologici e psicologici che non poteva soddisfare da solo. Il gruppo è una componente fondamentale della nostra vita: nasciamo in un gruppo, la famiglia; apprendiamo in gruppo, a scuola; giochiamo in gruppo. Il gruppo ha l’obiettivo di migliorare la sopravvivenza dell’individuo. Gli psicologi sociali evoluzionisti sostengono che la selezione naturale favorisca chi vive in gruppo piuttosto che chi vive in isolamento.

Scegliere di stare insieme in forma collettiva rappresenta un impegno e un’opportunità per creare uno spazio di libertà nella vita quotidiana. I gruppi hanno caratteristiche distintive:

  • I membri interagiscono e si influenzano reciprocamente;
  • Ogni membro rispetta le norme di comportamento specifiche del gruppo;
  • I membri assumono ruoli all’interno del gruppo;
  • Tutti i membri sono interdipendenti, collaborano per raggiungere gli obiettivi condivisi.

La coesione è ciò che tiene unito il gruppo, determinata da fattori come l’attrazione reciproca tra i membri e l’identificazione con il gruppo stesso.

Risonanza morfica

Il biologo Rupert Sheldrake ha sviluppato la teoria dei campi morfici secondo cui se un certo numero di organismi sviluppa alcune proprietà comportamentali, psicologiche o anche organiche, queste vengono automaticamente acquisite, per un fenomeno detto risonanza morfica, dagli altri membri dello stesso gruppo o della stessa specie. Così il corpo morfico individuale può essere trasmesso e ricevuto da altri campi simili.

Il raggiungimento di un buon stato di vibrazione del corpo è uno degli obiettivi del lavoro bioenergetico, questo stato favorisce l’emersione delle emozioni in esso trattenute e ogni emozione trattenuta crea tensione, non solo psichica ma anche tensione muscolare, che dal punto di vista psicosomatico è ansia, energia trattenuta che genera malessere; ogni emozione non espressa aumenta il livello di stress percepito.

Una volta che saremo più in contatto con le nostre emozioni e sensazioni, all’interno di un gruppo accogliente e non giudicante, avremo la possibilità di portare a galla e tradurre in parola, quello che è quasi sempre nascosto dietro le nostre tante difese, quello che mettiamo dopo i nostri doveri e che è soverchiato dalla sempre maggior quantità di faccende e impegni.
Una volta raggiunto questo stato dell’essere più elevato, ma nel contempo radicato, possiamo sperimentare la facilità con cui emerge la nostra parte più vera, senza maschere e filtri, e come, in un contesto gruppale di accoglienza e attenzione reciproca, viviamo la possibilità di sciogliere nodi cruciali della nostra vita.

Gli incontri saranno centrati sui bisogni e le necessità dei partecipanti.

RESPIRO È SPIRITO

CONDUTTORE

Conduce il gruppo Daniele Guainazzi terapista corporeo, insegnante di Bioenergetica e di BioYoga, esperto di discipline orientali.

QUANDO e DOVE

Ci ritroviamo alle 9:30 di sabato (una volta al mese) presso lo Studio Lateral in via Benedetto Marcello 8 a Milano – MM Lima e P.ta Venezia) e contiamo di finire intorno alle 13:00, si consiglia abbigliamento comodo.

Le date degli incontri nel 2026/27

  • 26 settembre
  • 24 ottobre
  • 21 novembre
  • 19 dicembre
  • 30 gennaio
  • 27 febbraio
  • 27 marzo
  • 24 aprile
  • 22 maggio
  • 19 giugno
  • 17 luglio

INFO

Per avere ulteriori informazioni compilate il modulo sottostante o potete contattarmi direttamente al numero:

338 7337286 (Daniele)

oppure via email: guainazzi@gmail.com

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