

Negli ultimi decenni, approcci corporei provenienti da tradizioni diverse hanno iniziato a dialogare, rivelando sorprendenti punti di contatto. Tra questi, il lavoro sul radicamento nella Bioenergetica, con il suo focus sull’affidamento alle gambe e sull’energizzazione del bacino, presenta profonde analogie con il concetto del primo chakra, Mūlādhāra, nella visione ayurvedica. Entrambi i modelli riconoscono nella base del corpo il fondamento della stabilità psicofisica, della sicurezza e del diritto di esistere. Esplorare queste corrispondenze permette di osservare come, attraverso linguaggi differenti, venga descritta una medesima esperienza: la costruzione di una presenza incarnata, capace di sostenere l’individuo nel contatto con sé stesso, con gli altri e con la realtà.
Il primo chakra, Mūlādhāra, è situato alla base della colonna vertebrale ed è tradizionalmente associato ai temi della sopravvivenza, della sicurezza e del radicamento. Il suo nome unisce mūla (radice) e ādhāra (sostegno), indicando il fondamento su cui poggia l’intera struttura psicofisica dell’essere umano.
Mūlādhāra non riguarda semplicemente il “sentirsi stabili”, ma il diritto profondo di occupare uno spazio, di avere un peso, di esistere nel corpo e nel mondo. È il punto di contatto tra la dimensione energetica e la materia, tra l’organismo e la terra.
Se i chakra descrivono il “perché” energetico-simbolico si sono creati per una cultura non scissa corpo / mente, allora la Bioenergetica mostra il “come” corporeo-emotivo ed è stata creata specificatamente per la cultura occidentale
Mūlādhāra è situato alla base della colonna vertebrale. Il suo nome unisce mūla (radice) e ādhāra (sostegno): è il fondamento su cui poggia l’intera struttura psicofisica dell’essere umano. Non riguarda semplicemente il “sentirsi stabili”, ma il diritto profondo di occupare uno spazio, avere un peso, esistere nel corpo e nel mondo. È il punto di contatto tra energia e materia, tra organismo e terra.
Il primo chakra è associato all’elemento Pṛthvī (terra), principio di solidità, struttura e contenimento. La terra fornisce forma, confine e resistenza: senza di essa, l’energia non può incarnarsi.
Mūlādhāra governa la struttura ossea, i tessuti di sostegno, la funzione di eliminazione e il senso di stabilità interna. Dal punto di vista dei doṣa è principalmente legato a Kapha, che in equilibrio offre sicurezza, affidabilità e continuità. Un Kapha carente o disturbato genera instabilità, insicurezza profonda, difficoltà a sentirsi “a casa” nel corpo. Anche Vāta, se aggravato, influisce negativamente producendo paura, dispersione e perdita di contatto con la base.
Il primo chakra trova corrispondenza nel segmento pelvico e soprattutto nel rapporto tra bacino, gambe e piedi. Qui si gioca la capacità di scaricare il peso a terra e lasciarsi sostenere dalla gravità.
Reich e Lowen hanno osservato come le prime esperienze di minaccia o di mancanza di sicurezza producano una ritrazione energetica profonda, accompagnata da tensione cronica nel bacino, rigidità o debolezza nelle gambe, ridotta sensazione di peso corporeo. Il problema non è l’assenza di forza, ma la difficoltà a fidarsi del contatto con la realtà corporea.
Ayurveda e Bioenergetica convergono su un punto essenziale: senza una base sicura, l’energia non può salire. Mūlādhāra non si attiva con tecniche intense o catartiche; al contrario, chiede lentezza, ripetizione e affidabilità.
L’Ayurveda parla di contenimento e nutrimento della base; la Bioenergetica mostra come la sicurezza venga costruita attraverso il peso, il tono muscolare e il contatto con il suolo. Il lavoro su questo chakra non mira a superare la paura, ma a creare le condizioni perché la paura non sia più dominante.
La struttura caratteriale prevalentemente associata a Mūlādhāra è quella Schizoide (non in senso patologico, ma come organizzazione difensiva precoce). Ferita originaria: minaccia all’esistenza, esperienza di intrusione, rifiuto o assenza di contenimento. Difesa primaria: ritiro dal corpo.
Il carattere schizoide presenta energia ritirata dalla periferia, voce sottile, presenza discontinua, difficoltà a sentire i confini corporei. Un errore comune è lavorare troppo presto sull’espressione emotiva: qui la priorità è sentirsi al sicuro nel corpo.
Il radicamento non è forza: è fiducia nella gravità.
Disponibile privatamente su YouTube – Durata 110 minuti – Contributo richiesto 15 €
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Dal 14 gennaio 2026 è iniziato un ciclo di sessioni di Pratica Bioenergetica Online sui chakra dove in ogni incontro, andremo alla scoperta di uno degli anelli da un punto di vista bioenergetico, esplorando le analogie tra i due sistemi di lettura psicofisica.
Su richiesta sarà possibile certificare le ore come pratica bioenergetica online.
Le sessioni saranno anche registrate e distribuite privatamente attraverso youtube.