

É un’articolazione apparentemente semplice, nei suoi movimenti fisiologici, ma se analizzata nel dettaglio, scopriamo che effettua movimenti fini, che si occupa di gestire il carico dell’intero corpo e media equilibri di grande importanza.
Questi equilibri, sono essenzialmente la gestione di PESI, di CARICHI che possono essere sia di natura fisica (chilogrammi) sia di natura emotiva (responsabilità, incombenze, difficoltà da sopportare).
La caviglia con tutti i segnali di propriocezione che riceve dai recettori posti sulla pianta del piede, gestisce i carichi nei tre piani dello spazio: alto/basso, anteriore/posteriore, destra/sinistra, con tutti i problemi che possono venirsi a creare a causa di sovraccarichi compensi, ecc. ma a parte la bio meccanica di questa articolazione, qui ci occupiamo di una parte più “esoterica/simbolica” per approfondire meglio a livello energetico, quali siano i significati e relazioni che la caviglia ha con noi, con l’ambiente che ci circonda e le loro interazione e relazioni.

E se non abbiamo sentito di aver avuto il tempo adeguato per imparare questo fondamentale modo di stare al mondo, ci portiamo dietro fragilità, rigidità e blocchi proprio in questa articolazione alla base della nostra postura.
Le articolazioni sono zone di grande scambio cinetico di diversa natura: muscolare, ossea, connettiva e nervosa. Le specificità sono molteplici, a volte coinvolgono più parti, a volte si originano in tempi lontani…
Gli arti inferiori in psicosomatica rappresentano il mezzo per andare avanti, la nostra indipendenza, ma anche il nostro spazio relazionale da percorrere. La caviglia, in particolare, rappresenta la decisione di come, quando e dove muoverci o non muoverci. È sede di stabilità, elasticità, rigidità.

Se ci si ferisce giocando probabilmente ci si nega il diritto a provare piacere, magari perché a suo tempo si erano visti i propri genitori mai concedersi un attimo di tempo per svago. Quindi ci si chiede se si prova colpa per non aver seguito l’esempio genitoriale, oppure si prova un senso di inferiorità verso qualcuno a cui ci si rapporta.
Dolori alle caviglie sono legati spesso alla sensazione di sentirsi bloccati, trattenuti o scoraggiati nell’avanzare verso una direzione a cui si tiene molto.

Si può avere l’impressione che altri ci mettano i bastoni tra le ruote o che vogliano imporci una direzione da seguire. A meno che non siamo noi stessi ad aver paura di avanzare verso una nuova direzione o che ci svalutiamo nella direzione che abbiamo preso.
In Medicina Tradizionale Cinese le articolazioni e i tendini sono governati dall’energia del fegato, considerato il “Ministro della guerra”, deputato a decisioni coraggiose e a prese di posizione.
Infatti, quando le nostre articolazioni, soprattutto polsi, caviglie e ginocchia sono dolenti, potrebbero esserci ristagni energetici di fegato su cui lavorare.

L’uomo è l’unico essere vivente che sulla terra vive e si muove in posizione eretta, ha una natura un po’ animale (legata alla terra) e una più divina (legata al Cielo).
La testa, tonda, come la Volta Celeste, sta in alto ed è correlata al Cielo, il piede, piano, rappresenta il legame è il contatto terreno; la caviglia sta alla base di questo legame, é il ponte tra me stesso e la Terra, tutto il mondo del MATERIALE, tutte le problematiche di questa articolazione esprimono un conflitto con la Terra e tutto ciò che ha a che fare con essa: Madre, Femminilità, Materia, Denaro, Lavoro, Sicurezze ecc. ha un ruolo importante anche riguardo le DIREZIONI che noi prendiamo nella vita, le decisioni, i cambi di direzione, mediati dalla Cistifellea.
La caviglia essendo e simboleggiando il nostro rapporto con questo tipo di energie, dev’essere al contempo STABILE e FLESSIBILE per fare bene il suo lavoro, l’eccesso o la mancanza di una o dell’altra caratteristica, sono causa di dolori, gonfiori e distorsioni più o meno ricorrenti, quando per esempio, o stiamo “correndo troppo, rischiando” o al contrario stiamo troppo “coi piedi per terra”.
Il trauma della caviglia (così come qualsiasi altro) invece di farci arrabbiare, cercare di recuperare al più presto il movimento e riprendere a fare esattamente quello che stavamo facendo prima, potrebbe essere occasione per fermarsi a riflettere, provare ad ascoltare ed interpretare il MESSAGGIO che é arrivato e magari chissà… riflettere sul fatto che la strada che ci ha portato fino al trauma potrebbe essere cambiata a nostra insaputa, o andrebbe cambiata.
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