dolore_di_stomaco_Pratica Bioenergetica
Lo stomaco e i suoi messaggi
20/11/2018
Il_Linguaggio_segretodei_denti
Il linguaggio dei denti
24/11/2018
Show all

La connessione tra diaframma e mal di schiena

Diaframma_manipolato_pratica_bioenergetica

Il diaframma è parte della nostra struttura intima e non solo una guaina muscolare e tendinea che si estende dalla colonna vertebrale alla parte anteriore del torace.

Separa il cuore e i polmoni dalla cavità addominale ed è di vitale importanza sia nel respiro che nel regolare il flusso energetico del corpo. 

Cos’è il diaframma?

Il diaframma è un muscolo dalla forma simile a una piccola cupola, che divide la parte addominale da quella toracica.
Separa il cuore e i polmoni dalla cavità addominale ed è di vitale importanza sia nel respiro che nel regolare il flusso energetico del corpo. 
Presenta una conformazione tutt’altro che regolare, più alta a destra a causa della vicinanza con il fegato. Va tuttavia sottolineato che nel nostro corpo sono presenti anche altri due diaframmi: quello pelvico e il tentorio del cervelletto.


Fra i fattori determinanti nell’insorgere del mal di schiena individuiamo l’alterazione del normale flusso respiratorio, dove l’attività del muscolo diaframma viene sostituita dai muscoli accessori della respirazione (Scaleni, Sternocleidomastoidei e Trapezi) facendo si che si passi da una respirazione di tipo “diaframmatica” ad una respirazione definita “clavicolare”.

Una delle problematiche più diffuse nella società moderna è il mal di schiena e le strategie di intervento davvero efficaci per risolverlo risultano essere molto limitate. Ciò è dovuto al fatto che è necessario analizzare l’organismo da un punto di vista unitario e una gran parte dei meccanismi respiratori, risultano essere ancora non del tutto chiari.

Il diaframma, come dimostrato da innumerevoli studi, è implicato nelle problematiche del mal di schiena: riveste un ruolo molto importante nel complesso meccanismo di stabilizzazione e armonizzazione della colonna vertebrale.

La libertà del diaframma influenza direttamente la qualità del respiro e la qualità del respiro influenza direttamente la qualità delle emozioni percepite: le limitazioni del respiro infatti sono uno dei modi che utilizziamo per controllare la percezione delle emozioni.

Respirare correttamente utilizzando il diaframma ha anche molti altri benefici:

  • migliora l’apporto di sangue agli arti inferiori e favorisce il drenaggio linfatico dagli stessi
  • migliora il movimento degli organi favorendo la digestione e l’evacuazione intestinale
  • cura e previene l’ernia iatale
  • riduce il reflusso gastro-esofageo

Infine, ma forse il fattore meno considerato ma il più rilevante, il diaframma riveste una grande importanza sul piano emozionale contribuendo a gestire lo stress e gli stati d’ansia.

Diaframma e Mal di Schiena

La funzione posturale del diaframma è molto importante sia nella cura che nella prevenzione del dolore lombare, in quanto riduce i carichi assiali (dall’alto verso il basso) sulle vertebre e i dischi intervertebrali.

Questo meccanismo assicura la stabilità del tronco durante lo svolgimento di un qualsiasi movimento volontario degli arti superiori e inferiori fornendo in questo modo non solo una solida base di appoggio dalla quale il movimento si genera ma riduce allo stesso tempo anche le forze compressive sulla colonna vertebrale.

Le persone che soffrono di mal di schiena hanno tutte in comune una insufficiente attivazione del diaframma che non permette l’aumento della pressione intra-addominale . In questo modo i muscoli superficiali della schiena e del bacino sono costretti a contrarsi in maniera ripetuta e sostenuta per sopperire a questa mancanza riducendo di conseguenza la mobilità della schiena, comprimendo le vertebre e i dischi intervertebrali e provocando di conseguenza il dolore.

Il progresso nella terapia

Sia per Reich che per Lowen il progresso nella terapia era segnato dall’allentarsi delle tensioni diaframmatiche e quindi da un miglioramento significativo nel flusso del respiro; infatti i problemi emotivi comportano sempre una riduzione nell’efficacia del respiro; una riduzione che ha lo scopo di ridurre la sensazione.

La centralità del diaframma divide il corpo in due sezioni, la cui armonia e relazione tra di loro è spesso visibile ad occhio nudo. Osserviamo infatti frequentemente una netta divisione tra la parte alta e la parte bassa del corpo: una divisione che segnala una difficoltà ad integrare gli aspetti affettivi con quelli sessuali. Sotto il diaframma c’è la grande cavità addominale che contiene gli organi del metabolismo e della sessualità; sopra il diaframma invece ci sono le due grandi pompe del corpo: il cuore e i polmoni.

Potremmo descrivere la relazione tra cuore e polmoni proprio come l’incontro dell’energia di queste due grandi pompe: i polmoni si allungano e risucchiano l’aria e trasmettono in questo modo energia al cuore che, attraverso il battito, spinge in tutto il corpo il sangue e l’ossigeno.

Facile comprendere che il movimento del petto e dei polmoni è essenziale per la vitalità del cuore e per la vitalità personale.

Il blocco del diaframma e l’ansia di cadere

Per Reich il blocco del diaframma è il primo blocco, dal quale si diffondono le altre aree di tensione. Indipendentemente dal momento di insorgenza, collega questo blocco all’ansia di cadere. La tensione del diaframma riduce, infatti, il flusso di eccitazione alla parte inferiore del corpo e produce una contrazione della vitalità che viene percepita come paura di cadere. E’ il ritiro di energia dalle gambe e dai piedi che produce una perdita di contatto con il suolo.

Esercitarsi a cadere: un esercizio.

Da un certo punto di vista questo esercizio assomiglia ad un Koan zen: anche qui c’è una sfida all’io o alla volontà, che tuttavia vengono privati del loro potere”.

Alexander Lowen – Bioenergetica

L’ansia di cadere non si esprime solo come sensazione psicofisica. Sia per Reich che per Lowen diventa anche la paura di innamorarsi (falling in love) e di addormentarsi (falling asleep). Di vivere quelle situazioni in cui proviamo una perdita di controllo e un “lasciarsi andare”. La tensione diaframmatica quindi fa da corredo agli aspetti di controllo legati al collo, riaffermando, una volta di più, come le tensioni non siano strettamente limitate ad un’area ma facciano parte di una scacchiera di risposte corporee ed emotive.

Dedichiamo tanto della nostra energia allo sforzo di salire più in alto e di ottenere di più che spesso troviamo difficile scendere e lasciarci andare. Rimaniamo sospesi a mezz’aria e abbiamo paura di cadere.

Alexander Lowen

Fonti:
Nicoletta Cinotti: nicolettacinotti.net
Luca Grotti
Nuccio Russo

1 Comment

  1. Renzo ha detto:

    Bravo il nostro ragazzo che ha fatto capire

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *