Sbadigliare è uno dei più grandi misteri del corpo umano e contagioso per tutti

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Sbadigliare è uno dei più grandi misteri del corpo umano e contagioso per tutti

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Nessuno sa con certezza perché noi (o i nostri animali domestici) sbadigliamo. Ma alcune ipotesi hanno più peso di altre

Puoi sentirlo arrivare – quell’improvviso bisogno di scardinare quasi la mascella e aspirare quanta aria i tuoi polmoni riescono a sopportare. Ma cosa te lo fa fare?

Sbadigliare è un’attività onnipresente negli esseri umani e anche in molte altre specie. Ma poche ipotesi sul motivo per cui lo facciamo sono state rigorosamente testate, lasciando ai ricercatori un sacco di idee e non molte prove per sostenerle. Ad oggi, non c’è consenso generale sul motivo per cui sbadigliamo, anche se alcune teorie hanno più peso di altre.

Dammi più ossigeno

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Joseph Ducreux (French)Self-Portrait, Yawning– Google Art Project

Una delle teorie più antiche sullo sbadiglio – risalente ai tempi di Ippocrate – è che può aumentare la circolazione sanguigna al cervello. Ma negli ultimi decenni, la ricerca ha dimostrato che non ci sono prove a sostegno di questa idea.

Uno studio ampiamente citato pubblicato nel 1987 ha testato questa idea su una coorte di 18 studenti universitari . È stato chiesto loro di respirare aria con concentrazioni variabili di ossigeno e anidride carbonica, anche se i ricercatori non hanno detto loro quali concentrazioni stavano inalando in quel momento. Alla fine, le diverse concentrazioni di gas non hanno avuto alcun impatto sulla frequenza con cui gli studenti sbadigliavano, dimostrando che lo sbadiglio non era necessario affinché i loro corpi compensassero la mancanza di ossigeno respirabile in alcune condizioni.  

Tuttavia, lo sbadiglio potrebbe avere un beneficio diverso per il cervello, che ha alcune prove a sostegno. Alcuni studi negli ultimi anni hanno dimostrato che lo sbadiglio potrebbe aiutare con la regolazione della temperatura per il nostro organo più vitale.

Sbadigliando ci rinfreschiamo

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Nel 2014, i ricercatori in Austria e negli Stati Uniti hanno pubblicato un rapporto in cui hanno intervistato 120 partecipanti sulla frequenza con cui sbadigliavano dopo aver visto immagini di altre persone che sbadigliavano durante l’inverno o l’estate. Hanno scoperto che la proporzione di sbadigli reazionari era significativamente più alta in estate che in inverno – rispettivamente dal 41,7% al 18,3% – suggerendo che l’azione involontaria potrebbe avere qualcosa a che fare con il modo in cui il nostro corpo si regola per mantenere il fresco a temperature più calde.

E pochi anni dopo, un altro gruppo di ricercatori ha testato l’ipotesi della termoregolazione su persone con febbri indotte da farmaci. Ventidue partecipanti hanno ricevuto un’iniezione che includeva un pirogeno – un agente trovato in batteri come E. coli che causa febbre – o un placebo. Quindi, i ricercatori hanno monitorato i partecipanti e registrato le loro reazioni per vedere quanto spesso hanno sbadigliato nelle quattro ore successive alla loro iniezione.

Quelli con febbre hanno sbadigliato molto più di quelli che hanno ricevuto il placebo, in particolare quando la loro temperatura corporea stava aumentando immediatamente dopo l’iniezione. Gli autori hanno anche notato che una maggiore frequenza di sbadigli sembra essere correlata con meno sintomi di malattia e sensazioni di nausea nei partecipanti con febbre.

Ciò indica un’altra domanda: sbadigliare ha un vantaggio eccezionale per il resto del nostro corpo? Molte ipotesi sono emerse nel corso degli anni per suggerire che lo sbadiglio potrebbe avere un beneficio per i polmoni, ad esempio. Un’idea è che uno sbadiglio possa aiutare a distribuire un agente bagnante protettivo chiamato tensioattivo nei polmoni e impedire loro di collassare. Ma ci sono pochi dati a supporto di tale affermazione, o molti altri di simile tariffa.

Tuttavia, una delle scoperte più intriganti emerse dalla ricerca negli ultimi decenni è che lo sbadiglio è influenzato da fattori sociali.

Risonanza ed empatia: il fattore sociale

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Potresti trovarti a sbadigliare mentre leggi questo. Questo perché sbadigliare è altamente contagioso, anche quando ci stiamo solo pensando, o semplicemente guardando le foto di persone con la bocca aperta e gli occhi socchiusi in quel modo così riconoscibile.

Gli studi hanno dimostrato che i cani possono raccogliere sbadigli dai loro proprietari e gli scimpanzé spesso catturano sbadigli dagli altri intorno a loro.  Alcuni ricercatori ipotizzano che ciò sia dovuto all’empatia; Sia gli umani che gli scimpanzé hanno mostrato una tendenza ad essere più suscettibili agli sbadigli di coloro con cui sono vicini.

Anche se non abbiamo ancora una chiara comprensione del motivo per cui sentiamo il bisogno di sbadigliare, una cosa è certa: è difficile sfuggire a quella sensazione una volta che ti attanaglia.

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Lo sbadiglio è contagioso fin da piccoli: la ricerca dell’Università di Pisa

Lo sbadiglio “contagioso, come segno di empatia e legame sociale, non riguarda solo gli adulti ma è già presente nei bambini sin dai due anni e mezzo. La rileva uno studio pubblicato sulla rivista Developmental Psychobiology coordinata da tre etologhe dell’Università di Pisa, le dottoresse Giada Cordoni ed Eleonora Favilli del Museo di Storia Naturale di Calci e la professoressa Elisabetta Palagi del Dipartimento di Biologia.

Giada Cordoni e Elisabetta Palagi ricerca università di pisa

La ricerca, frutto di un progetto di etologia umana più ampio intitolato “Ontogenesi del comportamento sociale, di gioco ed empatico nell’uomo: osservazioni etologiche su bambini in età pre-scolare“, è stata condotta in una scuola dell’infanzia di Viareggio (Lucca). Qui sono stati raccolti i video sui bambini dai due anni e mezzo ai cinque anni e mezzo durante lo svolgimento delle loro normali attività scolastiche e in presenza di insegnanti e compagni di classe.


    “Grazie a un’accurata analisi dei video fotogramma per fotogramma – racconta Giada Cordoni – abbiamo dimostrato come il contagio di sbadiglio, cioè la replicazione involontaria della sequenza motoria indotta dalla visione o dall’ascolto di uno sbadiglio emesso da un compagno, si presenti durante lo sviluppo del comportamento sociale ed empatico dell’uomo prima di quanto dimostrato fino ad ora, già a partire dai due anni e mezzo di età“.

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Secondo la letteratura scientifica il contagio di sbadiglio è una manifestazione di contagio emotivo, un processo che si colloca al livello base dell’empatia. Quest’ultima è un fenomeno a più livelli di complessità che, in generale, sottintende la capacità di percepire e condividere gli stati emotivi altrui. La presenza del contagio di sbadiglio in bambini così piccoli mostra quanto sia precoce la capacità di condividere azioni e stati emotivi e di instaurare legami sociali con i membri del loro gruppo.

Ricerca dell’Università di Pisa sullo sbadiglio contagioso
Questo lavoro sottolinea come l’approccio etologico applicato all’uomo, in questo caso ai bambini, nel suo contesto naturale possa far emergere informazioni altrimenti di difficile determinazione in contesti sperimentali che spesso prevedono l’uso di tecniche di isolamento sociale e somministrazione di stimoli artificiali – conclude Elisabetta Palagi – osservare quindi l’uomo in modo più ‘ecologico‘ può rappresentare la chiave vincente per svelare molti dei misteri che avvolgono il nostro comportamento“.

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